Riflessioni sulle Elezioni Europee (e non solo)

Ormai si parla di sconfitta del movimento, di fallimento, persino di voto inutile.
Certo, in solo un anno abbiamo perso circa 3 milioni di voti, ma siamo ancora la seconda forza politica in Italia, oltre che a  Giovinazzo,  dove il nostro dato è addirittura migliore rispetto a quello complessivo nazionale.
Ovviamente, abbiamo perso dei voti  che sono maggiormente finiti tra gli astensionisti, su chi legittimamente  ha deciso di non andare a votare. In  parte sono anche migrati verso il PD di Renzi, che è stato capace in questa tornata elettorale, di acquisire sia la totalità dei moderati di Scelta Civica – Monti, ma anche di ripescare tra Forza Italia, NCD, SEL ed altri, sbaragliando tutti con un risultato assolutamente  inaspettato.

Un risultato che comunque non ci spaventa, considerato che questa grande percentuale ha solo confermato il governo non eletto di Renzi, ma senza intaccare minimamente i numeri e gli equilibri parlamentari. Gli elettori del PD, rinvigoriti da questo plebiscito espresso nei confronti di Renzi, si aspettano chissà quali grandi imprese, non sapendo che con  l’attuale composizione del Parlamento, sotto il perenne  ricatto di Alfano e di Berlusconi,  non potranno certo essere attuate.
Certo, anche dalla nostra parte ci sono stati degli errori. Sicuramente la comunicazione, la chiusura imprescindibile, la poca incisività. Sono degli errori politici che hanno contribuito a questo risultato, ma dalla nostra abbiamo un valore che non deve giustificarci, ma che deve restare il faro delle nostre azioni: ed è l’ onestà. Siamo una forza politica giovane, dobbiamo certamente migliorare e maturare. Ma, nonostante tutto, non potete incolparci di tutti i mali. In fondo siamo nelle istituzioni da appena un anno, ed il nostro scopo non è certo di formare l’ennesimo partito che si professa migliore, ma di creare un nuovo modo di pensare, di vivere la comunità, anche di fare politica.
Cosa che certo non è rappresentata da Renzi e dal suo partito, vista la vacuità delle loro  proposte che si è fatta sentire   nettamente  in questi primi mesi, basti pensare alle decine di promesse disattese, oltre  ad un falso senso di rinnovamento che lo ha portato comunque ad imbarcare tutti i volponi e trombati del PD che voleva rottamare, e che adesso riabilita con pacifiche  frasi di circostanza in politichese.
Non è stato in grado di completare uno solo di quei passaggi che aveva scandito  durante quella patetica televendita. Tutti tranne uno: I FAMOSI 80 €.
Ottanta euro che sembravano poter salvare le famiglie italiane dalla povertà, peccato che chi non ha niente continuerà a non avere niente, e che questo bonus sarà solo  una mancia verso chi ha già uno stipendio, ma che comunque fatica ad arrivare alla fine del mese.  Certo,  80 € non sono pochi, non sono elemosina, ci mancherebbe.  Tuttavia come ogni altro REGALO  che questa classe politica ci propone in vista delle elezioni, è già stato preparato per entrare dalla porta ed uscire dalla finestra.
Infatti per le stesse fasce di reddito che riceveranno questo extra, sono state “armonizzate”, o meglio,  ELIMINATE,  le detrazioni per il coniuge a carico, ammontanti a circa 65 € mensili.
Così come è aumentata l’ IRPEF regionale e comunale,  sono  aumentati l’ IVA,   le accise sulla benzina,  i costi dell’energia,  le marche da bollo e complessivamente il costo di tutti i beni di consumo.E per assurdo, hanno raddoppiato il costo del passaporto,  giusto per dare un ultima piccola stangata a chi ha deciso di abbandonare definitivamente il nostro paese, senza più speranza.
Ebbene, nonostante ciò , complice un’ informazione totalmente asservita al potente di turno, gli italiani sono stati indotti a scegliere   un bugiardo seriale, che si smentisce ad ogni occasione, imbevuto di storica ipocrisia democristiana.
Molti altri invece si sono sentiti minacciati da una forza politica che  si è dimostrata capace di porre seri ostacoli allo strapotere delle larghe intese, di non dare più per scontato certi diritti acquisiti chissà come dai borghesotti che conoscono tutti ed hanno sempre una garanzia a difesa del proprio status quo.
E non parliamo solo di ciò che accade a Roma. Anche qui a Giovinazzo, abbiamo delle vere e proprie caste di politici, anche tra quelli che hanno vinto cavalcando l’onda dell’antipolitica.  Sono stati davvero in gamba a restare sempre fuori dai giochi politici, potendo ogni volta tenere due piedi in una scarpa, appoggiando questo o quello,  a seconda dei benefici che sarebbero rientrati. Meccanismi marci che anche nel piccolo della nostra comunità avvengono a tutti i livelli. Ci accusano di essere chiusi, di non dialogare, di avere un atteggiamento settario. Ebbene nella nostra piccola realtà locale abbiamo spesso collaborato con associazioni ed anche forze politiche antagoniste per raggiungere scopi comuni. Inoltre, senza avere staff tecnici o legislativi al nostro servizio, abbiamo nel tempo proposto piccole soluzioni di civiltà come l’adesione al progetto “WE DU!” per il decoro urbano, l’istituzione di strisce rosa di parcheggio destinate alle donne in gravidanza, l’avviamento di un percorso condiviso per la pedonalizzazione di  Piazza V. Emanuele,  la scelta degli scrutatori tra i disoccupati. Beh nel migliore dei casi, la stessa amministrazione che ci ha truffato con i proclami sulla democrazia partecipata, non si è degnata di rispondere. In altri, ci ha liquidato con un semplice “Nan s’ pot fè“, “non si può fare”. Certo, non si può fare nulla e non ci sono soldi, se a beneficiarne non sono i compagni di merenda o l’amico di questo o di quello. Non ci sono soldi se non per mettere in piedi reti di prestanome, cooperative ed altri sotterfugi per sfruttare le risorse pubbliche a proprio piacimento.
Certo non siamo noi i buffoni, i disonesti, gli incapaci.
Con i nostri portavoce in Parlamento, siamo stati in grado di scomporre, un pezzo alla volta, alcune tra le più squallide azioni politiche che la nostra nazione abbia mai conosciuto, come lo stravolgimento dell’art. 138 della Costituzione, la rivalutazione delle quote della Banca d’ Italia, la sanatoria verso i 98 MILIARDI di evasione fiscale delle slot machine, il rifinanziamento delle missioni militari, le continue pressioni delle lobby all’interno del Parlamento.  E poi ci dicono “da dove prendete i soldi per il reddito di cittadinanza?”
Evidentemente però, tutto questo non è bastato, la nostra sconfitta numerica è innegabile.
Però,  domenica scorsa, i giovinazzesi si sono fatti un enorme regalo.
Senza voto di scambio, senza promettere denaro, posti di lavoro o favori, hanno espresso quasi 1700 voti verso il movimento, tenendoci ben saldi in seconda posizione. E non solo, circa il 50 percento di questi ha indicato una chiara preferenza nei confronti dei candidati. E di certo non si tratta di volti noti, capilista da traino, o politici di mestiere sponsorizzati dai soliti colonnelli locali in cambio di buoni benzina o buoni spesa. Sono persone normali, lavoratori, studenti, professionisti e disoccupati che hanno deciso di donare il loro tempo per la nostra causa, senza cercare di raggirare o promettere nulla.
Questo, a dimostrazione di quanto il sostegno al movimento non sia  più di SEMPLICE PROTESTA, ma c’è stata una vera e propria maturazione del voto, che è diventata una ADESIONE, a prescindere da qualsiasi considerazione di parte che noi o i nostri avversari possano fare oggi.Mai si era vista una forza politica  di protesta confermare una percentuale attorno al 20%.
Dobbiamo quindi un sentito  ringraziamento per la fiducia riposta nel nostro movimento,  ma dobbiamo anche ribadire ancora una volta che quello che vogliamo è l’  adesione e non il voto.
Abbiamo bisogno di partecipazione, di persone non solo competenti, ma anche semplicemente volenterose e che sperino ancora di poter cambiare il sistema, di poter dare una speranza ai propri figli ed ai propri nipoti, ma anche di potersi garantire una pensione serena. Una pensione che il ministro Padoan ha dichiarato di voler ritardare ulteriormente, distruggendo la meritata vecchiaia di stanchi lavoratori, e sbarrando nuovamente la strada a giovani in cerca di occupazione.
Nessun altro può incarnare il nostro senso di cambiamento e di speranza.
Nessun altro è stato in grado di mantenere la nostra stessa COERENZA, la cui assenza forse è uno dei mali più gravi della politica italiana, dopo la corruzione, ovviamente. Nessuno ha rifiutato i rimborsi elettorali, nessuno si è decurtato lo stipendio per donarlo ad un fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, nessuno ha proposto in parlamento il 100% di quello che era il suo programma, nessuno ha posto l’attenzione sul lavoro deteriorante, distinguendo il reddito dalla vita dignitosa,  nessuno ha votato per coscienza, ma solo per becera  obbedienza di partito.
C’è un Paese migliore, c’è un modo di fare le cose migliore. C’è anche una politica migliore, e si chiama Movimento 5 Stelle.
Ed ora la porteremo in europa, con 17 agguerriti portavoce, che stanno già raccogliendo sul territorio le nostre istanze. Partecipiamo!

 

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Pubblicato il 02/06/2014 su Comunicati Stampa. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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