Perché Giorgio Napolitano non può essere il nostro Presidente della Repubblica?

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– Quando era Ministro degli Interni, per il segreto istruttorio sul procedimento che portò all’arresto di Schiavone, impose la secretazione dei documenti sul dramma della Terra dei Fuochi. Nonostante ne fosse pienamente informato, ignorò completamente la vicenda, contribuendo a determinare una delle più grandi tragedie  della Campania.

– Nel 1998 è stato cofirmatario, assieme a  Livia Turco, della Legge 40/98  che istituiva i  CPT (Centri di Permanenza Temporanea), centri gestiti dalle “cooperative rosse”, e che si sono rivelati uno dei principali problemi conseguenti all’ immigrazione clandestina, creando situazioni estremamente indegne per gli ospiti dei centri (ospiti che erano, a tutti gli effetti, dei detenuti). Le gravi condizioni di CIE  e CPT hanno portato anche a  gravi sanzioni nei confronti dell’ Italia da parte dell’ UE.

– Durante il mandato di  Ministro degli Interni, il noto Licio Gelli (fondatore della loggia eversiva P2) si diede alla latitanza. Anche in questo caso mancò un azione decisiva di Napolitano.

– Nel suo primo mandato come Capo dello Stato, tra le altre porcherie,  ha sempre firmato tutte le leggi ad-personam del governo Berlusconi, incluso il  “lodo Alfano”, il “legittimo impedimento”, lo “scudo fiscale“, il DL “salva liste” ecc.
La  Costituzione prevede che  il Presidente della Repubblica può porre per ben due volte il  diritto di veto, ovvero il  mandare indietro i provvedimenti per farli riesaminare dalle Camere. Un atto che può avere anche una semplice finalità simbolica di dissenso. Eppure Napolitano non ne ha mai usufruito.

 – Non si è mai dichiarato contrario le missioni militari, anzi  le ha  sempre incentivate chiedendone ogni volta il rifinanziamento:  Libano, Libia, Iraq, Afghanistan.

– Non ha mai applicato le tanto amate “Austerity” e “Spending Review” ai costi del Quirinale. Ad oggi, la sede del Capo dello Stato, ha un costo quattro volte superiore rispetto a Buckingam Palace, e due volte superiore rispetto alla Casa Bianca.

– Oltre le leggi ad-personam, ha sempre garantito a Berlusconi  la piena libertà di spadroneggiare sulla scena politica. Nel 2010, con l’uscita dalla maggioranza di Fini, Napolitano non prese minimamente in considerazione la possibilità di  sciogliere le Camere, regalando più di un mese a Berlusconi prima di fissare il voto di sfiducia, in tal modo consentendogli di acquisire (o acquistare) il voto dei deputati cosiddetti “responsabili”. Per non parlare di quando l’esecutivo venne silurato sul rendiconto generale dello Stato: nemmeno una parola da Napolitano sulle dovute dimissioni.
E ancora,non ha mai pronunciato dissenso sulle candidature di Berlusconi nonostante  fosse  sempre stato chiaramente ineleggibile in base alla legge del 1957, legge per la quale nel 2013 è decaduto da Senatore.  Una decadenza ottenuta anche grazie  alla richiesta di voto palese da parte del M5S, che con questa proposta ha ostacolato  i franchi tiratori del PD che avrebbero poututo votare contrariamente coperti dal voto segreto, come hanno fatto impallinando Prodi durante le elezioni del  Presidente della Repubblica.

– Ha  nominato Senatore a vita  Mario  Monti, consigliere internazionale della Goldman Sachs (una delle principali banche che ha causato la crisi nel 2008 pilotando la vendita di titoli derivati spazzatura), membro del gruppo Bilderberg, dell’Aspen Institute e della Commissione Trilaterale, tre organismi sovrannazionali costituiti dai più influenti uomini del mondo in campo politico, economico e sociale. Parliamo di gruppi che ritengono le democrazie  come un pericolo per il loro potere decisionale.
Dopo la nomina a senatore a vita, Napolitano  ha assegnato a Monti  anche la carica di Presidente del Consiglio dandogli il compito di formare un Governo senza passare da una consultazione elettorale che, di fatto, avrebbe asfaltato Berlusconi.
Il Governo Monti che ha poi distrutto ciò che rimaneva dello stato sociale e di tutto il nostro Paese
. Ovviamente sempre a colpi di DL controfirmati da Napolitano, che oggi  ha il coraggio di andare in Europa ad elemosinare meno “austerity”.

Ha sempre favorito e lavorato  per le larghe intese, mascherandole come responsabilità, ma orientate principalmente  a spolpare l’ultima carne sull’ osso che porta il nome di Repubblica Italiana.  Si è fatto rieleggere in deroga alla Costituzione (dove non è prevista la rielezione), ha smesso di essere imparziale attaccando gravemente un gruppo politico che ha ottenuto il  25% dei consensi, ha interferito sul Parlamento e sulla sua attività legislativa, sul Governo e sulla Magistratura.

– Ha gestito in modo assolutamente torbido il suo coinvolgimento (come testimone e non come persona coinvolta) nella trattativa Stato-Mafia, richiedendo  la distruzione delle intercettazioni telefoniche tra lui e Mancino, creando dei legittimi dubbi sulla sua posizione.

–  Violando diverse sentenze della Corte Costituzionale, ha firmato e controfirmato decreti omnibus, che trattavano argomenti molto diversi tra loro e ponendo gravi ostacoli alla discussione parlamentare, considerato che i gruppi di opposizione avevano opinioni differenti su i singoli provvedimenti. Per non parlare delle immotivate condizioni d’urgenza poste dal Governo ad ogni Decreto Legge, solo per modificare in peggio i tempi e le modalità di discussione del Parlamento,che secondo la Costituzione dovrebbe essere il principale organismo   che detiene il potere legislativo.

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Pubblicato il 08/02/2014 su Dal Parlamento. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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