“Abolito il finanziamento ai partiti”…ma ne siamo proprio sicuri?

Negli ultimi 20 anni i partiti politici italiani hanno incassato oltre cinque miliardi di euro. Sono soldi che provengono dai cittadini, tramite le tasse o tramite le donazioni private.
La maggior parte di questo denaro consiste in un finanziamento pubblico erogato sotto forma di rimborsi elettorali, ma circa 1,9 miliardi di euro arrivano dalle donazioni di cittadini, aziende, fondazioni ed altre organizzazioni.

Questo è il tweet odierno del Presidente del Consiglio , ripreso poi dal vice Alfano e diventato in seguito il leitmotiv di tutte le homepages dei quotidiani online.
A questo punto ci sarebbe da festeggiare,dopo tante polemiche, dopo 20 anni dal referendum,dopo l’incostituzionalità sottolineata dalla Corte dei Conti, pare che il governo sia finalmente riuscito a dar voce al popolo, risolvendo l’annosa questione.
Ma purtroppo non è così. E purtroppo dobbiamo dire che lo immaginavamo.

Andiamo ad analizzare solo qualche punto del DDL 1118 che oggi vantano di aver approvato:

  • L’abolizione  dei rimborsi viene formalizzata nell’ Art.1 :
    1. Il rimborso delle spese per le consultazioni elettorali e i contributi pubblici erogati per l’attività politica e a titolo di cofinanziamento sono aboliti ai sensi di quanto disposto dall’articolo 14.
    2. La presente legge disciplina le modalità per l’accesso a forme di contribuzione volontaria fiscalmente agevolata e di contribuzione indiretta fondate sulle scelte espresse dai cittadini in favore dei partiti politici che rispettano i requisiti di trasparenza e democraticità da essa stabiliti.

    Al comma 1 si parla dell’abolizione totale dei rimborsi come li abbiamo conosciuti fin’ora. Al comma 2 invece  si introduce il nuovo sistema di finanziamento, che sarà basato sui contribuiti liberi  di soggetti privati. Ma , in riferimento al comma 1, andiamo quindi a capire quali siano le modalità espresse dell art.14.
    Nel 2014 i partiti riceveranno complessivamente 91 milioni di fondi pubblici: somma identica a quella percepita nel  2013. Stessa cosa nel 2015. La prima riduzione ci sarà nel 2016: 77,35 milioni. Dal 2017 in poi le forze politiche riceveranno circa 70 milioni. Quando lo Stato non contribuirà più con fondi diretti calcolati  in base ai voti ricevuti alle politiche, rimarranno in piedi i fondi destinati alla copertura del due per mille e quelli per gli sgravi sulle donazioni dei privati.

  • L’Art. 12  regolamenta la destinazione volontaria del due per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.PD, Forza Italia, SEL, SC e altri non saranno  più direttamente a  libro paga dello Stato, ma  nei prossimi quattro anni mancheranno comunque dalle casse pubbliche, oltre 270 milioni di euro.Questo perché i cittadini potranno devolvere il 2 per mille dell’Irpef ai partiti. Anche in questo caso pagano tutti, perché le minori entrate nelle casse dello Stato dovranno essere comunque recuperate da altre fonti e, come sappiamo, il Governo non farà altro che introdurre nuove tasse o incrementare quelle già esistenti.Non solo: in caso di mancato utilizzo delle risorse, queste restano allocate in un fondo che si preserva negli anni senza alcun limite temporale di utilizzo.
      Secondo il comma 4,  si stabilisce che al contributo del 2 per mille sono destinati:
    7,75 milioni nel 2014
    9,6 milioni nel 2015
    27,7 milioni nel 2016
    45,1 milioni dal 2017 in poi.
  • Art.10 comma 2. I benefici si allargano alla platea di partiti che si riferiscono a un gruppo parlamentare già costituito: così, chi fonda un partito oggi ad elezioni avvenute  o chi ha l’abitudine di fare salti da canguro tra un gruppo e l’altro  (viene in mente nessuno?) avrà comunque garantiti i propri (nostri) quattrini (un esempio può essere il NCD di Alfano) I commi 7 e 8 invece parlano di donazioni liberali.Detto in altri termini, la politica in mano alle lobby: i tetti massimi per tali donazioni libere sono di  300mila euro all’anno per le persone fisiche (privati cittadini) e 200mila euro annui  per le persone giuridiche (aziende,società, fondazioni).
    Sanzioni se si supera tale limite? C’è  una “Commissione per la trasparenza” che comminerà  una multa pari al doppio dell’eccedenza. Se si versano 210’000€ quando il limite è  200’000€, la multa sarà pari a 20’000€, ovvero il doppio dei 10’000€ in eccedenza (che gran danno direte voi..)
    Come se non bastasse, 
    i partiti possono donare quanto vogliono ad altri partiti, così le “coalizioni”potranno diventare patti d’acciaio firmati sugli assegni.
  • L’art. 11 è uno dei più assurdi. Parla di detrazioni fiscali  sulle donazioni liberali.In sintesi, donare ai partiti sarà conveniente.Chi effettua donazioni al “proprio partito di fiducia” potrà beneficiare di sgravi fino al 52 %.La nuova legge sul finanziamento della politica rischierà di dirottare verso i partiti anche quei fondi che prima venivano destinati a cause decisamente più nobili. Basti pensare che la detrazione è rimasta al 19% per le donazioni a scuole e università, a società di mutuo soccorso e ad associazioni sportive dilettantistiche.Al 26% invece quella nei confronti di onlus, di associazioni di promozione sociale e ad  iniziative umanitarie religiose o laiche.Più detrazioni fiscali vuol dire meno entrate dall’Irpef: quindi, chi coprirà queste minori entrate per le casse dello Stato? Cominciate a tirar fuori i portafogli… Il comma 3 è molto interessante. Parla di detrazione di imposta pari al 75%  per spese sostenute dai partiti per organizzare dei corsi di formazione politica. Non c’è nulla di strano? Proviamo a fare degli esempi: vuoi finanziare il tuo partito con 1000€. Non hai abbastanza denaro, ne hai solo 250. Trovata la soluzione,ti fai prestare 750 € da un amico e  ti iscrivi ad un corso di formazione politica organizzato dal partito  che  ne costa 1000€. Lo stato ti rimborserà il 75%, ovvero proprio i 750€ che ti mancavano che restituirai a chi te li ha prestati.Conclusione? Tu ne avrai versati 250, ma il partito ne avrà intascati 1000. Proviamo ad immaginare i vari giochi di prestanome e quant’altro che i soliti noti faccendieri  potranno organizzare sistematicamente per foraggiarsi..

Al tutto si aggiunge una totale assenza di strumenti di controllo adeguati.Trasparenza e sanzioni per irregolarità? Quasi nulle. Non presentano il bilancio? Ordinaria amministrazione. Niente verbali e relazioni? Nulla. Dove vanno a finire i nostri soldi ai partiti? Nessuna rendicontazione. Solo rimborsi forfettari  secondo le già utilizzate forme di pubblicità dei bilanci.

In conclusione, pare quasi che le spese a carico dello Stato aumenteranno.Per ora sappiamo per certo che non c’è stata alcuna abolizione, Letta ed il suo governo di fantocci continuano a mentire.

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Pubblicato il 13/12/2013 su Dal Parlamento, Vergogne italiane. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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