Il biostabilizzatore di Giovinazzo presto diventerà realtà

Ben vengano le  corse ciclistiche. Ma non si vive solo di eventi sportivi, e soprattutto  i cittadini devono essere abili nel non farsi distogliere da quelli che  sono i veri  problemi della loro città.
Stando alle affermazioni del sindaco Depalma, l’ azienda Daneco Impianti srl,  che attualmente gestisce la raccolta dei rifiuti a Giovinazzo, dovrà  iniziare  la costruzione di un  capannone di stoccaggio per  le celle di biostabilizzazione nei pressi della discarica di S. Pietro Pago   e,  citando testualmente,  ” nel frattempo si potranno valutare eventuali migliorie sulla tecnologia da utilizzare all’interno dell’opificio“.

Da quel che ci risulta,  si tratterà di un impianto di  biostabilizzatore con produzione di CDR  (combustibile solido secondario) e recupero delle parti ferrose.Oltre al residuo della differenziata dei comuni dell’ ATO BA2 , ( Giovinazzo, Bitonto ,Bari, Palo del Colle, Binetto, Bitetto, Modugno, Bitritto, Sannicandro),  in tale impianto verrà conferito anche il biostabilizzato prodotto dall’AMIU, l’azienda municipalizzata di Bari che gestisce i rifiuti solidi urbani e speciali assimilati. Non verrà bruciato nessun rifiuto e si potranno anche trattare gli sfalci di potatura ma solo per biostabilizzarli  in modo da ridurne  volume ed umidità.
Qualora la  Daneco Impianti dovesse accettare  l’umido proveniente dall’AMIU, ci potrebbero però essere delle complicanze : tale prodotto infatti non ha alcuna possibilità di riutilizzo in quanto riporta valori di  impurità al di sopra del 5% al netto di una  soglia massima pari al 3%. Peraltro  è già stato rifiutato dall’azienda  TersanPuglia spa di Modugno, che si occupa, tra le altre cose,  della produzione di concimi organici e organo-minerali attraverso l’impianto di compostaggio per il trattamento ed il recupero dei rifiuti.

Per quanto riguarda la raffinazione del materiale di lavorazione, la Daneco Impianti aveva ipotizzato inizialmente la maturazione secondaria del rifiuto biostabilizzato fino ad ottenere RBM (Rifiuto Biostabilizzato Maturo) ma la Regione ha rifiutato questa proposta, ed ha precisato che verrà convocato un tavolo tecnico.

Secondo le normative regionali vigenti , il rifiuto biostabilizzato maturo può essere sia conferito in discarica  sia utilizzato per recuperi ambientali , ma non può essere utilizzato in agricoltura poiché è  contaminato.
Il luogo dove sorgerà il biostabilizzatore

Come meetup locale ci impegneremo  nel monitorare  la situazione affinché  vengano rispettati tutti gli adempimenti,  con particolare attenzione verso eventuali problematiche legate all’impatto sull’ambiente e sulla salute dei cittadini. Tenendo bene a mente che la stessa Daneco Impianti ha presentato presso il nostro ente comunale, senza esito, altri progetti relativi ad impianti di gassificazione ed incenerimento.

Il tutto ovviamente non è da  ritenersi esente da considerazioni a carattere generale, in merito alle altre possibilità che potremmo sfruttare  per una gestione dei rifiuti a basso impatto e conveniente per la collettività, ovviamente meno orientata al profitto dei privati, anche al netto di costi di realizzazione non proprio esigui.
In questo senso  non ci resta che sperare nel progetto a larga scala che coinvolgerà tutto l’ ARO, auspicando che si perseguano, almeno per sommi capi, le strade già ampiamente trattate dal progetto di legge  Rifiuti Zero.

LINK UTILI:

Il progetto della Daneco Impianti

SCHEMA GENERALIZZATO DI SISTEMA INTEGRATO DI GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI (RESIDUALI DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA)

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Pubblicato il 15/10/2013 su Ambiente, Energia & Rifiuti, Comunicati Stampa. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Bell’ articolo, preciso e dettagliato. Come avete scritto nelle conclusioni non ci resta che sperare in qualcosa di meglio….BASTA CON LE SOLUZIONI PROVVISORIE, BASTA CON LE ECO-MAFIE! La salute del cittadino prima di tutto.

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