Buon compleanno M5S!

Oggi il Movimento 5 Stelle compie 4 anni. È nato in un teatro di Milano il giorno di San Francesco del 2009.
A distanza di 4 anni governiamo (da soli) già in 7 comuni, abbiamo oltre 200 consiglieri comunali, circa 50 consiglieri regionali e 160 Parlamentari della Repubblica.

Quando chi detiene il potere tenta di demonizzare i propri avversari politici, è segno che questi fanno paura. Lo stillicidio che sta avvenendo da mesi in Italia contro il Movimento Cinque Stelle è sotto gli occhi di tutti.

Luigi di Maio

Il tentativo è di distruggere mediaticamente l’immagine dei grillini, per orientare l’opinione pubblica in senso contrario e isolare il movimento fondato da Beppe Grillo che ha travolto le lobby di potere imperanti da decenni in Italia e che oggi si riconoscono nel duopolio PD-PDL: quelle stesse conventicole politico-finanziarie che hanno appoggiato per un biennio il governo dell’uomo Bildeberg Mario Monti e che adesso stanno sostenendo l’azione corrosiva di Enrico Letta, altro uomo-facciata, dietro al quale il potere consolida se stesso, in ossequio ai diktat della Banca centrale europea.

Naturale che il Movimento Cinque Stelle faccia paura. E dunque, la parola d’ordine è una e una sola: demonizzatelo, distruggetelo, minatelo dall’interno e demolitelo dall’esterno! La campagna di demolizione opera, infatti, su due versanti paralleli: da un lato, si tenta di “comprare” con le lusinghe del potere i neo-parlamentari – tutti comuni cittadini approdati per la prima volta nei palazzi della politica – ed ecco scattare gli inviti-trappola ai talk-show, o la generosa elargizione di quei privilegi (e sono tanti) di cui i parlamentari godono. Lusinghe respinte al mittente, se è vero che solamente una manciata di eletti grillini ha ceduto ai corteggiamenti e ha abbandonato la casa-madre di provenienza.

L’altro versante è quello esterno. Si tenta di far passare il M5S come un pericoloso ricettacolo di antidemocratici, di nazisti o di vetero-stalinisti (tanto non importano le provenienze) pronti a sopprimere chi esprima un dissenso rispetto al verbo grillino. Ovviamente, quello che i media non dicono, che nessuno dice, è che il M5S (piaccia o no) è davvero un movimento “di base”, che discute a livello territoriale e che tenta di sviluppare politiche “dal basso”, da quelle che sono le esigenze che provengono dal territorio. Poco interessante tutto questo. Anzi, meglio tacerlo. Molto meglio spacciare un attacco verbale nei confronti una parlamentare dissidente come un’aggressione, come un atto di violenza.

Peccato, che mercoledì durante il dibattito parlamentare sulla fiducia a Letta non ci sia stato alcun atto di violenza. La senatrice De Pin, eletta per mandare a casa PD e PDL e ben presto transitata nel gruppo misto in quota centrosinistra (tradendo, quindi, il mandato morale ed etico con i propri elettori), invece di parlare del perché volesse votare la fiducia al governo del potere lettiano, ha preferito incentrare il proprio intervento contro gli ex compagni del Movimento cinque stelle: ovvio che dai banchi grillini si siano alzate grida quali “venduta” e “dimettiti”.

La presunta aggressione, poi, non c’è stata. Se la sono inventati i mass-media e i parlamentari “di governo”. La cronaca dei fatti è semplice: il senatore Castaldi si è alzato in piedi urlando contro la ex collega. Le lacrimucce della ben pagata senatrice e l’ipocrisia di centrodestra e del centrosinistra poi hanno fatto il resto. E dunque, un atto ultra-marginale e senza alcun peso reale è stato spacciato come intollerabile violenza. Peccato che l’unica violenza finora sia stata quella che il potere sta compiendo contro gli italiani, al punto dall’essersi inventato una crisi di governo pur di aumentare l’Iva al 22 per cento, senza far ricadere la responsabilità su alcuno.La recente storia italiana (che andrebbe riscritta di sana pianta) insegni e noi cittadini, una volta tanto, smettiamola di foderarci gli occhi di prosciutto, delegando ad altri il nostro destino.

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Pubblicato il 04/10/2013 su Varie. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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